Home Page Forum Spazio libero Coaching e approccio narrativo

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    Gianluca Piscitelli
    Amministratore del forum

    L’approccio narrativo, seppur sia stato utilizzato dai primi sociologi, per molto tempo è stato ignorato perché considerato da alcuni studiosi poco scientifico. È ritornato in voga negli ultimi anni anche e soprattutto per la sua utilità nell’approfondire tematiche sociali poco studiate o poco note, ma anche per approfondire aspetti non traducibili con i numeri. È un lavoro lungo e dispendioso, ma che offre molti spunti di riflessione e di conoscenza.
    Le tecniche utilizzate dall’approccio narrativo sono note ai sociologi che hanno studiato metodologia e tecnica della ricerca sociale: sono quelle qualitative in modo particolare la raccolta delle storie, l’intervista e l’intervista focalizzata. Oltre a queste tecniche, a mio parere, il ricercatore deve possedere altri tools. Per me, infatti, è molto importante mettere a proprio agio l’intervistato e saper porre le domande giuste. Per “domanda giusta” non si riferisce solo al quesito utile ai fini della ricerca ma è importante anche saperla porre, in modo corretto, per raggiungere l’obiettivo e ottenere le informazioni necessarie alla ricerca.
    Negli ultimi anni si sono sviluppati molti e nuovi studi e tecniche, non sempre strettamente collegate alla sociologia, ma che ritengo siano utili anche nella ricerca sociale: il coaching e il linguaggio del corpo.
    Il coaching viene utilizzato in ambito professionale, sportivo, formativo e personale (per migliorare la vita di una persona). “Il coach è un facilitatore di processo, che sa identificare i bisogni ed aiuta a fare il bilancio della propria vita professionale per individuare il prezioso bagaglio di competenze personali da mettere a frutto” .
    Se il coach è il facilitatore di percorso, il sociologo-intervistatore è il facilitatore della ricerca-narrazione: sa dove vuole arrivare (l’obiettivo della ricerca) con l’aiuto dei protagonisti che raccontano la loro storia. Il ricercatore sociale, quindi, ha la possibilità di coniugare il suo sapere e conoscenze di ricercatore e di sociologo con gli strumenti del coaching.
    Sia il coach che il ricercatore ascoltano: entrambi, infatti, prestano attenzione a ciò che viene detto dalle persone, ponendo le giuste osservazioni e domande. Questa interazione contribuisce a creare maggiore chiarezza con l’altro e a indurre il cliente o l’intervistato a diventare proattivo. Ciò permette di determinare gli obiettivi da raggiungere.
    Il coach, con domande puntuali ed osservazioni su ciò che sta accadendo, guida il cliente ad esplorare le situazioni che sta vivendo. Anche il sociologo ha lo stesso atteggiamento con l’intervistato, ma con un’accuratezza maggiore perché dovrebbe essere in grado di superare momenti di stallo o tensione soprattutto nel caso in cui l’argomento da affrontare è delicato.
    Le domande efficaci permettono di ottenere tre risultati:
    1. incoraggiano l’interlocutore a parlare di più e a fornire maggiori dettagli;
    2. permettono di avere maggiore chiarezza nei pensieri;
    3. sfidano il proprio modo di pensare e stimolano nuovi punti di vista.
    Il coach ha un’acuta capacità di osservazione che dovrebbe avere il ricercatore, ossia quella particolare abilità di cogliere ogni piccolo cambiamento della comunicazione verbale, paraverbale e non verbale del proprio interlocutore. In questo modo riesce a calibrare l’intervista ricalcando ma senza esagerare. Il ricalco, in una comunicazione efficace, non è
    “ripetere gesti o parole dell’interlocutore scimmiottandolo. Vuol dire introdurre nella relazione con armonia elementi caratterizzanti il sistema rappresentazionale dell’interlocutore: linguaggio = verbale (visivo, auditivo, cinestesico), postura (non verbale), tono, frequenza, volume di voce (para verbale). Ciò comporta entrare in empatia, in sintonia con l’altro che non ci percepirà più come diverso da sé, ma come simile a sé, abbassando le barriere difensive e le resistenze alla comunicazione e alla possibilità di cambia mento”.

    Natascia TIERI
    Coach e PhD in Politiche Sociali per lo Sviluppo Locale

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