Home Page Forum Spazio libero Le perplessità sull’uso del termine ‘clinico’ per il sociologo

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    Gianluca Piscitelli
    Amministratore del forum

    Riportiamo di seguito alcune brevi righe rilasciate da Alessio Saponaro, Responsabile del SistER-Sistema Informativo sulle Tossicodipendenze della Regione Emilia-Romagna:
    “L’associazione dell’aggettivo “clinico” alla sociologia mi lascia sempre molto perplesso, e per una serie elevata di motivazioni che, per lo spazio qui concesso, cercherò di sintetizzare.
    Clinica è un’attività connessa strettamente con la professione del medico; chi come me opera nell’ambito della sanità sa ben distinguere cosa è clinico, cosa è riabilitativo, cosa è sociosanitario.
    Il sociologo non è stato formato per l’attività clinica, terapeutica o riabilitativa. Andiamo a inserirci su un campo dove vi sono professionisti estremamente preparati alla relazione: medici, psicologi, terapisti della riabilitazione, educatori, assistenti sociali, fisioterapisti. Spesso questi professionisti hanno corso o master della durata di anni.
    A questo si aggiunga che mai un sociologo sarà assunto per attività riabilitativa.
    Inseguendo la chimera dell’attività “clinica” ci perdiamo importanti sviluppi per la professione del sociologo: attività nel campo dell’organizzazione dei servizi, della valutazione, della programmazione, del socio-sanitario, della ricerca operativa, dei sistemi informativi, …
    La mia idea, personalissima, è di sviluppare le competenze realmente spendibili sul mercato del lavoro”.

    Cosa ne pensate?

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