di Vincenzo Mario Bruno Giorgino

Vincenzo M. B. Giorgino

Sowelu Avanzo e Vincenzo Giorgino (WiseLifeLab), con Guido Boella (scienziato informatico, Università di Torino) e Valeria Poli (biologa molecolare, Università di Torino) coordineranno la sessione 34 dell’ottava conferenza di STS Italia, Disentangling Technoscience, presso l’Università di Trieste:

Come proteggere le comunità dal Sars CoV-2 attraverso la coproduzione della salute e la progettazione di ecosistemi basati sul commoning con tecnologie di archiviazione distribuita? 

L’attuale pandemia sta mettendo in discussione i confini delle discipline, e la separazione fra le competenze accademiche e tra queste ed il sapere quotidiano. Ciò ci spinge e permette a riconsiderare il sapere umano come un commons (Hess e Ostrom 2006). Gli esseri umani – in quanto organismi viventi – interagiscono tra loro, con oggetti naturali e inanimati e con le tecnologie. L’interazione umana può essere considerata come frutto di lavoro relazionale, svolto da attori incarnati caratterizzati da vincoli (legati al tempo, a conoscenza e attenzione limitate), fondamentalmente costituito da quattro elementi:

  1. legami sociali;
  2. tipo di interazioni e transazioni;
  3. strumenti per tali interazioni / transazioni; e,
  4. i significati negoziati in esse.

In questa prospettiva le comunità possono essere considerate come i principali attori di tale trasformazione della biopolitica in una società delle emergenze alla luce delle attività che gli esseri umani compiono per per prendersi cura di se stessi, degli altri e del mondo. Gli approcci di protezione della vita verso il virus Sars CoV-2 potrebbero essere supportati da tecnologie digitali orientate al commoning e, alla Grande Transizione verso un nuovo ordine sociale ed economico. Queste iniziative sono rese possibili dall’Internet dei Valori, che permette di creare strumenti per le comunità per integrare le capacità dello Stato e del mercato di fornire beni e servizi tramite l’auto-organizzazione.

Sowelo Avanzo

Le precedenti pandemie, in particolare l’HIV-Aids, hanno mostrato chiaramente che la pratica clinica può trarre enormi benefici dal coinvolgimento dei pazienti nelle cure: lo sviluppo di programmi di coproduzione della salute rappresenta, infatti, una chiara ed efficace riconfigurazione dei sistemi sanitari pubblici. Poiché le politiche di Big Data per la sorveglianza, e l’assistenza sanitaria, sono accelerate dalla pressione esercitata dalla diffusione del virus, delle soluzioni alternative sono estremamente urgenti.

Guido Boella

Crediamo che l’unione delle diverse competenze coinvolte possa permettere di dare un nuovo sguardo ai problemi causati da questa e probabilmente da future epidemie, portando a soluzioni più integrate e a misura di cittadino/comunità. Alcune delle questioni in gioco, sulle quali chiediamo l’intervento di scienziati di diverse discipline, sono le seguenti:

  • tracciabilità e test: è possibile consentire alla comunità, attraverso il coinvolgimento degli scienziati, di produrre ed eseguire test POC (Point of Care) a bassa scala?
  • come si può ottenere l’integrazione delle varie discipline per un’efficace protezione della comunità e un saggio adattamento alle emergenze?
  • come si possono affrontare positivamente il lavoro e l’affaticamento pandemico?
  • come si possono trasferire e gestire le risorse in modo decentralizzato per la protezione, il provisioning e il benessere della comunità?
  • l’approccio della Citizen Science può svolgere un ruolo nell’integrazione con le professioni sanitarie?
  • che ruolo ricopre il principio della sovranità personale del dato, ovvero la capacità di ogni individuo di avere il controllo sui propri dati, alla luce delle tecnologie emergenti?
Valeria Poli
Le iscrizioni sono aperte per gli uditori fino al 14 giugno 2021 alle ore 10:00 CET

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8th STS ITALIA CONFERENCE – ISCRIZIONI APERTE PER GLI UDITORI

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