di Andrea Launo

Mi chiamo Launo Andrea, vivo in Piemonte in Provincia di Cuneo; mi sono laureato in Scienze Politiche Indirizzo Politico Sociale alla Università di Torino nel 1991.

Vorrei raccontarvi com’è stato il mio incontro con la sociologia e come una passione si sia realizzata con molti sacrifici in un lavoro che mi ha reso parecchie soddisfazioni.

Chi mi conosce mi ha sempre definito con simpatia la classica “pecora nera” della famiglia. Provengo da una famiglia di avvocati; mio padre è stato quello che si definisce un classico “principe del Foro”,mia sorella ha seguito le orme paterne in uno studio molto ben avviato; e cosa avrei dovuto fare io di conseguenza ? L’avvocato ovviamente.

Ho iniziato, quindi, la Facoltà di Giurisprudenza a Torino con grande gioia di mio padre, ma non mia e mi resi subito conto che il diritto per me era una materia lontana dal mio modo di pensare e vivere anche perché onestamente non capivo il linguaggio giuridico così avulso dalla realtà e più simile alle commedie di Totò e gli Azzeccagarbugli delle commedie veneziane. In breve, una pesantezza totale.

Il destino volle che per disperazione sostenessi l’esame di Sociologia del Diritto col Prof. Amedeo Cottino e me ne innamorai subito, anche perché capivo come parlava e i contenuti trattati; in breve, incontrai la sociologia nel contesto giuridico e sociale.

Adesso potrei dire una “sociologia pratica”, ora una sociologia, non simile alla filosofia, ma focalizzata sui problemi della vita sociale.

Il risultato dell’esame non era risultato del tutto soddisfacente, ma avevo capito che la sociologia era la materia che mi interessava studiare e praticare nella vita.

Con grande gioia comunicai a casa il mio passaggio alla Facoltà di scienze politiche e l’abbandono di quella di Giurisprudenza. La reazione fu accolta come se fosse scoppiata la terza guerra mondiale, connessa con l‘invasione degli alieni inferociti. Mio padre non potendo perdere i capelli perché ne era sfornito non mi parlò da buon piemontese per un mese, e io riuscii a farlo dimagrire con molto dispiacere di mia madre che era una bravissima cuoca.

Le comunicazioni con mio padre ripresero alla fine con il superamento degli esami e i risultati che portavo a casa; come ogni buon sportivo sa, le gare si combattono fino in fondo e non si molla mai.

Sicuramente mio padre era una persona intelligente e vista la mia inclinazione mi propose di collaborare con lui nelle cause di separazione o di divorzio, visto che allora nasceva la figura del mediatore dei conflitti familiari e sociali.

Mi formai dopo 4 anni come “mediatore sistemico relazionale” e in questo periodo conobbi una serie di amici psicologi che mi introdussero nel mondo della formazione delle risorse umane con competenze sulla comunicazione, e sulla relazione e gestione dei conflitti familiari e sociali.

Come si dice a trent’anni incominciai a lavorare e spiccare il volo facendo formazione in tutt’Italia, isole comprese, come diceva quella famosa pubblicità.

La mia esperienza si è sviluppata nella collaborazione con società private, multinazionali, cooperative, aziende pubbliche, società finanziarie e imprese della grande distribuzione.

L’esperienza formativa più simpatica che ho svolto è stata quella di formare gli operatori delle prime Sale Bingo a Milano e poi Napoli.A Milano partirono i corsi per la formazione di tutte figure professionali della Sala compresi i baristi; e per la prima volta, considerata la novità per l’Italia, fui intervistato da alcuni giornali italiani e in particolare da una giornalista tedesca di una testata bavarese; non parlando lei italiano e io in tedesco tedesco svolgemmo l’intervista in inglese.Questa giornalista era sconcertata perché, secondo lei, gli italiani giocavano molto poco, quindi, sarebbe durato poco il business. Le risposi che gli italiani erano partecipavano a tali attività di loisir al pari degli Spagnoli, se non di più.

La realtà mi diede ragione  e ci chiamarono a Madrid per far conoscere loro il sistema di organizzazione di tale gioco.

Per il corso di comunicazione a Napoli con ragazzi napoletani vi lascio immaginare… soprattutto quando intuirono le mie tendenze calcistiche.

Sono veramente soddisfatto di quello che ho creato, perché la sociologia, se si applica al contesto lavorativo umano e relazionale,  fa crescere il sistema in modo esponenziale positivamente.

Il mio incontro con la sociologia…per fare il sociologo sul campo!