di Claudio Bezzi.

Siamo perseguitati dalla richiesta di dati. Attorno a noi tutti sembrano estremamente interessati a conoscere gli impatti che avrebbero avuto i servizi, i progetti, le attività che abbiamo condotto. Malgrado si sussurri che l’età del positivismo spinto sia morta e sepolta, se non sei in gradi di misurare l’efficacia di ciò che hai realizzato sei relegato a una scienza minore, a un campo di attività senza quarti nobiliari. La cosa incredibile è che ciò accade con una separazione significativa fra queste pretese e il mondo reale, dove poco, pochissimo, a volte nulla è realmente misurabile. E’ indiscutibile, infatti, che il più delle volte siamo alle prese nell’elaborare o fare i conti con delle “osservazioni” (ossia, delle valutazioni) completamente prive di “dati”, intesi come numeri. Come fare? Come affrontare i casi in cui l’efficacia è sfaccettata, plurima, oggetto di diverse interpretazioni anche in base alle sensibilità individuali, oltre che alle personali differenti formazioni, teorie di riferimento, adesioni ideologiche e via discorrendo? L’eccellente Claudio Bezzi, ci spiega come…..

QSC 18 – La ricerca sociale e valutativa come costruzione di senso condiviso