di Gianluca Piscitelli

In contrasto con le posizioni della sociologia classica (concetti, modelli basati sulla separazione tra teoria e realtà), l’attenzione dell’Autore appare fortemente focalizzata su alcune cruciali questioni: che ne è dell’azione sociale? Che ne è della realizzazione – si e ci interroga Fox – di progetti finalizzati a ridurre lo svantaggio sociale? Che ne è della materialità che segna le differenze, le diseguaglianze? Che ne è, in altri termini, della possibilità di infrangere quell’invisibile lastra di cristallo – tanto per usare l’efficace metafora di Kenneth B. Clark nel suo Dark Ghetto. Dilemmas of Social Power – che bloccherebbe ogni accesso ai canali delle possibilità e dei mutamenti economici (che incidono, ovviamente, sulla qualità di vita delle persone)? Anche con questo breve saggio, il Prof. Nick Fox ben illustra come già a partire da una maggiore consapevolezza delle ‘relazioni affettive’ – di cui sono intrisi i progetti, i metodi e le tecniche della ricerca – che legano tra loro eventi, ricercatori e dati per consentire determinati tipi di risultati dell’attività di ricerca (e, pertanto, in forza di un’attenta valutazione della micro-politica della ricerca); possono essere progettati e riprogettati degli assemblaggi e delle research machines che mettano in grado di utilizzare i risultati della ricerca per sfidare la politica e/o migliorare il proprio ambiente di vita. Quello proposto da Fox, appare come un approccio teorico e metodologico innovativo, integrato ed equilibrato che induce a riflettere sull’importanza di mettere sempre in relazione il micro e il macro, laddove la dimensione teorica si scompone e si ricompone in rapporto con la dimensione pratica della vita sociale. Emergono, così, come inequivocabili i punti di contatto con gli scopi della sociologia applicata e clinica.

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QSC 28 – I SOCIOLOGI DOVREBBERO SMETTERLA DI PARLARE DI CLASSI SOCIALI. Leggere, comprendere e intervenire sulle disparità sociali?