Il Dott. Rocco Di Santo neo Presidente della S.I.S.S.

E’ con vero piacere che pubblichiamo la lettera che il sociologo professionista Rocco Di Santo ha inviato agli associati della S.I.S.S. l’ente che promuove, nell’ambito dei processi di sviluppo e di modificazione del welfare sanitario e sociale, il contributo conoscitivo, metodologico ed operativo della sociologia della salute sia a livello accademico sia professionale. Alla S.I.S.S. aderiscono, pertanto sia docenti universitari sia sociologi professionisti extraaccademici come l’autore della lettera che segue e al quale lo staff del nostro Lab augura un proficuo e luminoso lavoro negli anni a venire

di Rocco Di Santo

Cara socia e caro socio SISS,
con sincero piacere comunico che sono stato eletto Presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute.
Un personale ringraziamento va ai membri del Consiglio Direttivo che mi hanno eletto lo scorso 21 gennaio
e ai soci che hanno sostenuto la mia candidatura in occasione del VIII Convegno SISS che si è tenuto lo scorso
ottobre. Tra le persone da ringraziare occupa un posto importante la Presidente uscente, la prof.ssa
Annamaria Perino, che con dedizione, professionalità e passione è riuscita a portare avanti un triennio
complicato, caratterizzato in primo luogo dalla crisi pandemica e dagli effetti che questa ha comportato nella
vita di ognuno di noi e nell’organizzazione da lei rappresentata.
Ed è proprio da quanto di buono è stato realizzato in questi anni che il prossimo Consiglio Direttivo da me
Presieduto dovrà partire, consapevoli che il momento storico è particolarmente condizionato da una crisi
sanitaria, economica e sociale (riprendo le parole del neo eletto Presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella) che cornice la Sociologia, ed in particolar modo la Sociologia della Salute, è chiamata a offrire
analisi, approfondite ricerche, discussioni e confronto al fine di dare il proprio contributo ai cambiamenti
necessari per far fronte alle tante difficoltà.
Sin dalla sua costituzione, la SISS è sempre stata attenta ad un equilibrio tra la componente accademica e
professionale. Oggigiorno, siamo consapevoli che le due anime rappresentano di fatto un unicum,
soprattutto nello specifico campo della sociologia della salute. La accademica e la professionale
rappresentano due modalità di praticare la sociologia, distinte sì ma non distanti dato che ognuna di queste
componenti si completa nell’altra, necessariamente e vicendevolmente.
A tal fine è fondamentale rinsaldare i rapporti con altre sigle associative della Sociologia e tesserne di nuove
con altre discipline affini. Oltre a ciò, sarà poi di primaria importanza accrescere la centralità delle socie e dei
soci, dando la possibilità di essere elementi attivi alla vita della società scientifica. Le modalità di
partecipazione potranno essere diverse: dalla possibilità di proporre iniziative patrocinate dalla SISS, alla
presentazione di propri contributi originali in occasione di convegni e seminari tematici; dalla collaborazione
ad attività di ricerca e studio, alla proposta di percorsi formativi per specifiche tematiche e/o in specifiche
aree territoriali.
L’auspicio è quello che il sociologo della salute, a prescindere dai ruoli ricoperti e dalle afferenze e dal proprio
specifico profilo specialistico, possa trovare nella SISS: uno spazio di confronto con altri colleghi; la possibilità
di mettere a confronto nozioni, esperienze e buone pratiche o acquisirne di nuove; un’occasione di crescita
professionale, in particolar modo per le nuove generazioni; l’opportunità di intessere nuovi rapporti personali
e professionali, di trovare stimoli per la progettualità e supporto per gli interessi comuni.



Un’attenzione particolare meriteranno neolaureati e neolaureate. In un momento storico assai complesso
come quello che stiamo vivendo, la SISS potrà fornire loro un orientamento adeguato, mirato e pratico,
accompagnandoli nella scoperta del ruolo del sociologo della salute nella vita reale. Per la società scientifica,
l’incontro con le nuove generazioni di sociologi che rappresenta l’opportunità di ragionare su questioni
presenti e prospettive future.
Tutto questo perché crediamo che negli anni caratterizzati dalla pandemia da Sars-Cov-2, il Sociologo della
Salute ed in particolar modo la SISS, non possa svolgere un ruolo marginale e autoreferenziale ma debba
opportunamente aprirsi all’ascolto, allo studio e all’analisi di quanto sta accadendo al fine di offrire il
necessario supporto per comprendere le dinamiche esistenti, individuare soluzioni dinanzi alle nuove sfide,
diffondere il proprio sapere insieme (e non in contrapposizione) alle altre discipline e figure professionali.
Il mio auspicio e di tutto il nuovo Consiglio Direttivo è quello di trascorrere un tempo costruttivo da un punto
di vista professionale e interessante da un punto di vista personale: solo così potremmo attraversare e
portare a conclusione un triennio che inizia sotto il segno della gratitudine per quanto espresso e con un
chiaro senso del dovere per migliorare ulteriormente quanto già realizzato.

Società Italiana di Sociologia della Salute: il messaggio del nuovo Presidente, Rocco Di Santo