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a cura della Redazione.

Scrive l’antropologa applicata Anna Rizzo nella sua introduzione: “Un paese che ha fatto esperienza delle perdite umane è un paese reso fragile, che ha bisogno di riconsiderare le sue vulnerabilità. La catastrofe, causando una vera e propria crisi di senso e il collasso del quotidiano, fa emergere un grave senso di disagio e di incertezza. La cultura deve necessariamente operare una profonda e accurata ricostruzione del sociale. Attivando una riflessione sulla calamità ed elaborando dispositivi simbolici di comprensione e di interpretazione della realtà. Inserendo le conoscenze elaborate in disciplinari, al servizio di interventi sociali, incentrati sulla mitigazione del rischio, la prevenzione da future catastrofi, la gestione dell’emergenza e l’educazione di comunità”.

La Comunità necessaria è la prima pubblicazione in seno al progetto Mea Memoria intrapreso dall’Associazione Gennaro Placco a Civita, su coordinamento del Presidente Stefania Emmanuele, sociologa applicata e project manager, a seguito della perdita di vite umane nel torrente Raganello. L’obiettivo è che le scintille d’innovazione che emergono nei borghi e nei piccoli centri italo-albanesi non restino isolati, ma diventino parte di azioni sistemiche volte a far emergere un’identità sempre più aperta al mondo, all’innovazione e al recupero della memoria territoriale.

Anna Rizzo

A seguito della tragedia del Raganello – avvenuta il 20 agosto del 2018 – la Lega Calcio Nazionale serie B ha individuato nell’Associazione Placco il soggetto adatto a promuovere nel territorio azioni di valorizzazione culturale e turistica e La Comunità necessaria rappresenta il frutto di un’indagine etno-antropologica affidata all’antropologa Anna Rizzo, che opera da anni nelle aree fragili.

Il Presidente Stefania Emmanuele ha dichiarato che “la trasformazione e attenzione al territorio devono marciare congiuntamente in un rapporto di reciproco scambio, in un progetto in cui modernità e conservazione guardano nella stessa direzione per intervenire efficacemente nella geografia dell’abbandono. La strategia da seguire, propedeutica a qualsiasi tipo di intervento, è un recupero contemporaneo in cui passato e presente trovano una sintesi formale, linguistica e tecnologica. Diventano, quindi, fondamentali iniziative come la progettazione partecipata e la consultazione on-line, per consentire ai cittadini di percepire una reale democrazia in relazione alle decisioni che li coinvolgono.

L’indagine di Anna Rizzo, attraverso l’ascolto della comunità locale, rappresenta un punto di partenza per ricollocare la memoria territoriale, tanto fragile quanto preziosa nella fruizione di un territorio che conserva nelle sue fragilità le tracce linguistiche di ‘saperi’ sull’uso del territorio e sul rispetto della biodiversità. Ci auguriamo di procedere nella mission intrapresa a cui abbiamo voluto dare il nome Mea Memoria, per richiamare il ricorso alla memoria territoriale e alla sua reinterpretazione per la tutela e la corretta fruizione del patrimonio ambientale.

Sta diventando molto chiaro che il rapporto tra cultura, benessere individuale e salute è un tema non solo di grande rilevanza, ma anche urgente a seguito della crisi e delle trasformazioni che stiamo attraversando. Quello che manca ancora è una percezione molto chiara delle opportunità soprattutto da parte dei policy makers, sulla creazione di nuove figure professionali che siano in grado di supportare e gestire questo tipo di processi. Si può essere diversamente locali, predisponendosi ad una dimensione urbana rinnovata nei propositi, che deve poter coniugare la portata del fenomeno globale con una dimensione locale più attenta a gestire le peculiarità dei luoghi”.

Stefania Emmanuele

La Comunità necessaria può essere richiesta in formato cartaceo anche presso il Museo Etnico Arbresh di Civita, oltre a poterlo scaricare – in versione e-book – dal sito web meamemoria.it.

LA COMUNITA’ NECESSARIA. Pubblicato il rapporto dell’attività di antropologia applicata curata da Anna Rizzo nell’ambito del Progetto MEA MEMORIA

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