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Il Prof. Fernando de Yzaguirre Garcia

a cura della Redazione

Radio-foro, l’evoluzione di una metodologia d’intervento sociologica vicina ai bisogni delle persone

Radio-foro è una metodologia d’intervento sociologica per la riduzione del disagio e della precarietà, messa a punto nel luglio dello scorso anno. E’ frutto di una ‘sperimentazione pilota’ che parte nel 2015 allorché Fernando de Yzaguirre Garcia lancia la road map in sociologia clinica presso l’Universidad del Atlantico de Baranquilla. L’imponente organizzazione di ben trenta laboratori, che sbarcherà anche presso la prestigiosa Universidad Complutense de Madrid, si arricchirà poi del contributo dei colleghi sociologi clinici francesi del Risc-Réseau International de Sociologie Clinique (la rete internazionale di sociologia clinica alla quale anche il nostro Laboratorio aderisce), nell’ambito del programma Regards-Croisés, nell’aprile di quest’anno.

                In breve, il radio-foro è una metodologia d’intervento che si ispira al teatro degli oppressi messo a punto da Augusto Boal, sulla base delle idee e delle teorie di Paulo Freire; integrando, però, gli sviluppi del teatro d’intervento sociologico-clinico di Vincent de Gaulejac e René Badache. Con questa metodologia si è cercato – considerati anche i problemi emersi con la pandemia tuttora in corso – di superare il digital divide grazie ad un misurato ricorso alla tecnologia; e, di proteggere l’intimità dei beneficiari dell’intervento in quanto è possibile, mantenendo del tutto ‘private’ le proprie condizioni ambientali di vita, evitare l’emergere di eventuali sentimenti di vergogna per il fatto di dover condividere la visione dell’interno della propria abitazione (non raramente, di pessima qualità).

                Grazie al lavoro di facilitatori, opportunamente formati, gli stessi docenti universitari hanno potuto mantenere un contatto soddisfacente e diretto con i propri studenti, andando più in profondità e più in là della semplice lezione e condividendo, altresì, diverse esperienze di disagio legate alla pandemia e affrontando molte problematiche degli stessi studenti (per ulteriori approfondimenti,  clicca qui). L’esperienza del radio-foro, pertanto, è stata talmente importante in tutti questi mesi di applicazione che si è avvertita una profonda connessione con le diffuse proteste sociali attualmente in corso in Colombia. Difatti, il silenzio degli studenti, in condizioni di precarietà, frequentanti l’aula virtuale fa eco al silenzio imposto dallo Stato oppressore riguardo alle necessità di questi giovani e, più in generale, del popolo colombiano.

L’irreparabile rottura sociale violenta che la Colombia sta vivendo

La libertà di protesta in Colombia è stata ‘criminalizzata’. La manipolazione esercitata dal governo colombiano è molto forte: si confondono la legittime richieste della gente con confabulazioni di carattere terroristico. Ne risulta, ad oggi, una giustificazione inaccettabile della violenza e dell’oppressione dello Stato. Basti pensare che dal 28 di aprile, quando sono iniziate le proteste, al 16 giugno la ONG Temblores ha contato:

  • 4285 casi di violenza – anche sessuale, ai danni indistintamente di uomini e donne – da parte delle forze di polizia;
  • 1832 arresti arbitrari;
  • 215 sparatorie da parte delle forze dell’ordine;
  • 93 persone arrestate e scomparse;
  • 43 omicidi, sempre ad opera della forza pubblica

Il coraggio di una scienza che sa immergersi nella realtà sociale al fine di contribuire a migliorare le condizioni di vita delle persone

A fronte di questa gravissima situazione, non tutte le istituzioni sono compromesse con la bieca operazione di manipolazione governativa, né si trincerano dietro disquisizioni d’interesse puramente teorico. Soprattutto quando la realtà sociale si caratterizza per forti disuguaglianze, ingiustizie e apparenti, irrisolvibili contraddizioni, lo stesso scienziato sociale non può restare fermo a guardare mentre tutto intorno a lui/lei ‘brucia’. Occorre prendere posizione e affermare, seppur implicitamente, se la propria conoscenza serva al bene dell’umanità o se è indifferente al suo destino. Ecco, allora, che il radio-foro ben si presta a riaffermare quel progetto di liberazione della parola, che emoziona e nel contempo da voce alla tensione esistente tra la struttura sociale e l’azione sociale. A tal riguardo, parte del sistema universitario colombiano sta dando un prezioso contributo per dar voce a chi voce non ha (è di questi giorni la notizia dell’applicazione del radio-foro alle esperienze dei giovani disoccupati colombiani nell’ambito del programma Giovani: voci della protesta oltre il silenzio (per approfondimenti, clicca qui)

RADIO-FORO: una metodologia d’intervento sociologica per immergersi nella realtà sociale e risolverne i problemi